Archivio per 4 Maggio 2008

Ruggeri e la sua “guerra” contro Internet

Enrico Ruggeri pubblicizza il suo ultimo singolo ”Il giorno del black-out” e l’uscita del nuovo album “Rock Show” e lo fa nel modo migliore: aizzando una “guerra” contro Internet e il suo mondo. Tutti, compresa me, ne stiamo infatti parlando.

Il testo della canzone esprime bene come il cantautore la pensa a riguardo: “in questo mondo stai a chattare con uno che sta a Canberra, ma non sai nulla della vita di chi vive sopra di te e di cui senti i passi ogni giorno.[...] Immagino un mondo fantastico dove tutto si spegne e si torna a parlare. Da bambino mi ricordo che si andava dal vicino di pianerottolo e si trovava la porta aperta. Non capiterà mai, ma è bello scriverci un brano.” 

Naturalmente, facendo io parte della blogosfera, non sono per niente d’accordo con quanto affermato. E’ vero che si passa sempre più tempo davanti al computer ma questo non significa che non esistano più i rapporti interpersonali reali. Certo può capitare che si conosca meglio il fatidico personaggio di Camberra piuttosto che il vicino di casa, ma non è detto che questo sia sbagliato: probabilmente quella persona era, dal mio punto di vista, più interessante.

Internet e le applicazioni ad esso connesse sono solo una possibilità in più rispetto al passato. Spesso quando appare un nuovo media si pensa che questo comporti la morte dei vecchi. In realtà questa paura nei fatti è sempre stata smentita. Semplicemente i vecchi media dovranno riorientarsi e trovare nuove strade per la loro sopravvivenza.

Anche in questo caso non si può parlare di Internet come di quel media che decreterà “la morte” della comunicazione interpersonale (morte nel senso di diminuzione) ma semplicemente come di quella tecnologia che modificherà i rapporti tra le persone. Cambiare non vuol dire peggiorare. Spesso le due cose vengono associate perchè è sempre più difficile impegnarsi in qualcosa di diverso piuttosto che continuare a fare come si ha sempre fatto. Il più delle volte quell’impegno si è poi trasformato in un vantaggio. Pensiamo solo a come la scrittura in Fedro di Platone viene vista come regressione piuttosto che innovazione a vantaggio dell’uomo.

Che ben venga la tecnologia. Solo perchè non la si vuole imparare quindi comprendere, non bisogna denigrarla. A proposito: Ruggeri sostiene di sapere a malapena inviare e-mail quindi, con quali strumenti è arrivato alla sua conclusione?

Blogger come formiche

Nei prossimi post mi capiterà spesso di citare un libro che sto leggendo in questi giorni: “La parte abitata della rete” di Sergio Maestrello. E’ un libro semplice ed esaustivo sul mondo dei blog e di tutte quelle applicazioni che permettono all’utente di pubblicare contenuti, esprimersi e mettersi in relazione con gli altri nodi della rete.

A proposito dei blog mi ha fatto sorridere il paragone che l’autore fa tra blogger e formiche. Maestrello sostiene che: gli abitanti della parte abitata della Rete sono un po’ come formiche: ogni giorno escono in cerca di cibo e materiale utile (informazioni, spunti, contenuti rilanciati da altri), ciascuno per conto proprio. Nessuno dice loro come e dove procurarselo, ognuno segue le proprie piste e il proprio fiuto. Quando incontrano riserve di cibo, lasciano traccia del loro passaggio (sotto forma, ad esempio, di catene di link che conducono alle fonti originarie), aprendo la strada ai propri simili. Quanti più si interessano a un particolare percorso, seguendo le traccie altrui e moltiplicando i link, tanto più quella pista diventerà popolare e frequentata, passando di gruppo sociale in gruppo sociale fino agli hub più influenti. I blogger, come le formiche, formano una comunità di pratiche che apprende e cresce in base alle scelte di ciascun membro. Questo processo è noto come emergenza o autoorganizzazione [...] . 

Il feromone di Internet è il collegamento ipertestuale [...].

 

 


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