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…ciao a tutti: cambio indirizzo!

Coloro che hanno letto la mia presentazione sanno bene che il motivo per cui ho aperto questo blog è stato puramenente scolastico.

L’obbligo di arrivare in pochi mesi a 100 post mi ha “costretta” a vivere con regolarità la Rete per scovare informazioni da poter riproporre sul mio blog.

Se all’inizio passare ore sul Web è stata una forzatura, adesso è un vero piacere: le mie giornate passano leggendo post, guardando video, parlando con amici e facendo quant’altro Internet mi permette di fare.

Proprio per questi motivi ho deciso di incentrare la mia tesi sulla Rete ed in particolare sulla comunicazione delle aziende all’interno del mondo virtuale.

Ed ecco come nasce branduepuntozero, il mio nuovo blog.

Portare avanti due blog, oltretutto per certi aspetti simili, contemporaneamente, sarebbe una dispersione di energia, contenuti e relazioni per cui ho deciso a malincuore di “chiudere” questo mio primo bancone di prova ed invitare tutti coloro che lo vorranno sul mio nuovo spazio in Rete.

Ciao a tutti, ci vediamo su Brand 2.0!

www.branduepuntozero.wordpress.com

Bansky, quando l’arte fa riflettere

Non posso fare a meno di segnalarvi Banksy, artista da me appena conosciuto grazie a un post di Luca su Buzz Paradise.

Quando l’arte riesce a scavare tanto profondamente all’interno della nostra società per riproporcela sotto forma di immagini così veritiere ed agghiacchianti, è lì che ha trovato una delle sue funzioni più importanti.

In una società frenetica e sovraesposta ad immagini di ogni genere come lo è la nostra, non è facile colpire le persone tanto da portarle a fermarsi e riflettere di fronte ad esse, ma Banksy a mio parere ci riesce.

Grazie alla Rete tutti possiamo godere della sua arte.

Video amatoriali: forse ma non sempre…

Dopo aver dato un’occhiata a questo filmato guarderete i video caricati su You Tube, soprattutto quelli più chiacchierati, con occhi diversi.

Questo è solo il primo di una serie che potrete trovare nel sito di Joey and David, i due ragazzi che, insieme al team Viralcom (Internet Viral Video Producer), si divertono a smascherare l’industria dei video virali, mostrandoci i retroscena degli “user generated content”.

In questi giorni caso ha voluto che mi sia imbattuta in una serie di contenuti poco attendibili, prima la campagna bufala, poi i video della Cardo System e adesso questo.

Da sempre si usa dire che su Internet si trova di tutto. La libertà di espressione di questo mezzo lo rende quello che è. Certo che, d’altro canto, destreggiarsi tra le miriadi di informazioni diventa sempre più difficile.

Fortuna che poi, insiti nella Rete, ci sono anche meccanismi per cui le bugie sembrerebbero avere le gambe corte…  

Cellulari che fanno scoppiare pop corn, solo una trovata promozionale!

Avete nell’ultimo periodo sentito parlare di quattro cellulari che se fatti suonare contemporaneamente riescono a far scoppiare il mais quindi prepararvi dei caldi pop corn?

Vi siete allora imbattuti in una delle ormai tante campagne virali che impazzano sulla rete. Ecco uno dei video che hanno tanto fatto chiacchierare la Rete.

Questa volta l’azienda promotrice è la Cardo System che nel suo sito, per svelare la bufala, le ha dedicato una pagina: Only in the Movies, making pop corn with a cellphone happens only in the movies. Nel sito si legge che più di 14 milioni di persone hanno visto i loro piccoli video a partire dal 28 Maggio e il filmato che affianca la scritta questa volta fa scoppiare pop-corn dal niente, come per svelare il trucco. Naturalmente poi l’azienda sostiene: no popcorn, più suono e finisce col reclamizzare i suoi prodotti.

Un modo come un altro di far parlare di sè. Naturalmente non è solo questo che ha permesso alla campagna di divulgarsi: alcuni utenti hanno creato contro-video di presa in giro come banane che fanno scoppiare i pop corn o cellulari che cuociono pop corn al loro interno, altri si sono sentiti di dover provare per credere generando quindi contro-video di smascheramento. Senza contare poi tutti i blog che, prima e dopo la rivelazione della bufala, ne hanno parlato.

Come sottolinea Paolo Attivissimo, l’alta percentuale di persone che hanno creduto al video o che hanno sentito il bisogno di verificarne la credibilità, ha inoltre messo in luce la nostra incompetenza tecnologica e, aggiungo io, la nostra ingenuità di fronte ai contenuti che ci vengono offerti. Nonostante sappiamo benissimo che la tecnologia permette oggi di simulare in maniera altamente realistica fenomeni impossibili in natura e nonostante l’abitudine a scontrarci sul web con quesrti contenuti bufala, sono sempre tante le persone a cascarci.

Forse col tempo, viste le possibilità e le fregature offerteci dalla rete, impareremo ad affrontare in maniera più critica i contenuti che ci vengono proposti.

fonte Il Disinformatico

Cambio: campagna virale mai censurata che fa comunque riflettere molto..

Visto tutte le polemiche che sono sorte intorno al post precedente, in particolare su OkNotizie, mi sembra doveroso apportare le giuste modifiche. Nell’articolo di Paolo Attivissimo, giornalista e cacciatore di bufale, segnalatomi da diversi utenti, si legge che:

[…] tracce di quest’appello circolano almeno dal 2005. […]  Gli spot, dice l’agenzia, non furono mai banditi negli Stati Uniti, soprattutto perché non furono pubblicati in quel paese. La campagna, inoltre, era esclusivamente a mezzo stampa, quindi nulla di televisivo, e la versione inglese fu realizzata dall’agenzia per inviarla a varie pubblicazioni, come la rivista Archive, e per partecipare ai festivali delle pubblicità.

Ci troviamo quindi di fronte ad una grande bufala ben architettata che ha sfruttato la viralità del web per emergere. Vi consiglio una capatina sul suo sito per capire meglio di cosa si tratta.

Bufala o no ci tengo comunque a sottolineare che per il resto, quanto detto sul post, viene da me confermato.

Campagna pubblicitaria censurata in America: faceva riflettere troppo…

 

Testo a lato delle torri : “2.863 persone sono morte”

Testo a lato del ragazzo: 40 millloni infettati dall’HIV nel mondo.”

“Il mondo s’è unito contro il terrorismo. Dovrebbe unirsi anche contro l’AIDS  .

L’immagine sopra è solo una parte della campagna pubblicitaria che, in America, dopo essere stata mandata in onda da MTV una sola volta, è stata censurata. La rete televisiva ha allora pensato bene di divulgarla attraverso Internet. A me, per esempio, è appena arrivata via e-mail.

Sapere che una pubblicità come questa è stata annullata e che se non ci fosse stato Internet difficilmente questa notizia avrebbe girato il mondo, come viceversa sta facendo ora, mi fa sempre riflettere, come riflettere mi fa questa campagna.

I media ci rigirano le informazioni come vogliono. La loro agenda setting diventa anche la nostra. Grazie a mezzi come Internet è però alle volte possibile rendersi conto delle manipolazioni che avvengono ai “livelli alti”. Spesso capita comunque che ce ne dimentichiamo e tendiamo a dare troppa autorevolezza ai mezzi di comunicazione tradizionale che spesso, proprio perchè fortemente influenzatori del sociale, sono gestiti in maniera non del tutto trasparente.

Non so a voi ma a me queste cose fanno proprio arrabbiare. Percepisco la falsità che ci circonda. Dopo poco, devo dire la verità, torno a pensare ai piaceri e non della quotidianità, senza dare troppo peso a questi grandi problemi, purtroppo…

Questo mi accade anche rispetto a tutti i mali del mondo che la campagna di MTV ci presenta e obbliga a guardare. Proprio per questo ho piacere di partecipare anche io alla divulgazione di questa pubblicità e con lei del messaggio che manda.

Le morti provocate dall’attacco alle torri gemelle sono state innumerevoli ma tutti i giorni ci sono tantissime persone che muoiono per mancanza di medicine o di aiuti di altro genere da parte di noi paesi fortunati. Di loro nessuno parla.

Questo messaggio, per le autorità americane, era troppo forte da mandare ai loro cittadini.