Ok al Buzz Marketing, basta che sia trasparente…

Spesso girovagando per la Rete capita di leggere di esperienze positive fatte da alcuni consumatori rispetto a un prodotto o servizio. Quante volte vi è venuto in mente che potessero esser commenti “falsificati” e fossero quindi commissionati, se non addirittura scritti, dall’azienda stessa? Credo spesso.

A partire da inizio maggio nel Regno Unito ci saranno molti meno dubbi a riguardo: chiunque promuova un prodotto senza dichiarare un eventuale coinvolgimento diretto da parte del produttore rischia multe salate, fino alla galera.
Naturalmente d’altro canto resta legale operare per stimolare il passaparola: Buzz Marketing. L’importante è che venga fatto in maniera dichiarata e alla luce del sole.
Nel Regno Unito si è intervenuti in questo senso perché gli investimenti pubblicitari sulla rete si aggirano intorno al 10%, una cifra considereveole.

A proposito di Buzz Marketing vi segnalo zzub.it, la prima community italiana di Passaparola. Chiunque entri nella community avrà la possibilità di provare in anteprima nuovi prodotti e servizi e condividere la propria opinione con i brand, gli amici e tutta la rete di zzubbers. Le aziende attraverso questo sito, gestito da un’agenzia che si occupa di marketing virale, potranno realizzare una vera e propria campagna pubblicitaria basata sul Passaparola.

fonte pandemia

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