Archive for the 'Google' Category

Googolopoly

Ancora non voglio dirvi di cosa si tratta anche se voi tutti avrete già compreso il concetto di fondo di questo post.

Partiamo dal Monopoli, gioco da tavola da noi tutti conosciuto in cui i giocatori competono per guadagnare denaro mediante un’attività economica che implica l’acquisto, affitto e commercio di proprietà terriere. Il gioco prende il suo nome dal concetto economico di monopolio, il dominio del mercato da parte di un singolo venditore.

Ora uniamo quanto appena detto al famoso motore di ricerca Google ed eccovi pronto il nuovissimo gioco da tavola Googololopoly.

Welcome to the game of Googolopoly, where the goal is to organize all of the world’s information. To achieve this you can buy internet properties or build them yourself. Once you have built a product or
acquired a company, you can invest in developers and servers.

Tra le cards del gioco, i famosi Imprevisti e Probabilità, potrete incorrere nel dover dare 200 azioni alla Google Foundation nel caso siate proprietari di Yahoo! che si è appena unito con AOL oppure, qualora siate proprietari di Microsoft, dovrete dare 250 azioni e andare alla deadpool (non so di preciso cosa sia ma il nome non prospetta bene) perchè l’Europa vi avrà accusati di monopolio.

Un bel giochino no?! …buon divertimento a tutti!

You Tube rischia una multa salata per problemi di Copyright

Del problema del Copyright sulla Rete abbiamo parlato diverse volte. Gli utenti, nella produzione dei loro contenuti, spesso riutilizzano testi o anche solo parti di essi e questo non è ancora accettato dagli editori (e chissà se lo sarà mai).

Lo sa bene You Tube che rischia una multa da un miliardo di dollari. La causa intentata da Viacom l’anno scorso, per non aver adottato una strategia adeguata contro la pubblicazione di materiale protetto da copyright, sembrerebbe essere prossima alla conclusione.

Se You Tube infatti si preoccupa di eliminare i video che violano il Copyright, abbiamo visto infatti la crezione da parte del MIT di TouTomb o il tentativo di risolvere il problema segnalando possibili violazioni del diritto d’autore, d’altro canto non si impegna nel creare delle vere barriere all’entrata che ne impediscano il caricamento.

Per Google (YouTube) si tratta di un attentato alla libertà; per Viacom di una violazione delle norme sul copyright.

Gli editori ancora non sono molto 2.0…

fonte tomshw
fonte foto pugnoM

Microsoft vs Google, la sfida continua…

Oggi su Metro leggo di un’intervista a Steve Ballmer in cui il CEO della Microsoft sostiene che l’azienda, dopo la “sconfitta Yahoo!” non si arrenderà e continuerà a esplorare alternative per espandersi nei servizi e nella pubblicità sul web.

Poi accendo il computer e leggo:

L’ultima idea nata in casa Microsoft per sottrarre quote di mercato a Google è Live Search cashback, presentato oggi alla Advance08 Conference di Bellevue, Washington.

Il nuovo servizio è fortemente orientato allo shopping e vede già la partecipazione di un buon numero di commercianti di alto livello.

Ecco le peculiarità di questo servizio, che gli permetteranno di fare strada. Live Search cashback permette:

  • agli inserzionisti di pagare solo nel caso in cui un acquisto venga effettuato da parte di un utente, abbassando quindi i rischi presenti in un sistema come Google AdWords che può costituire un notevole costo senza dare necessariamente alcun beneficio all’azienda
  • agli utenti del servizio di ricevere una percentuale del costo sostenuto dagli inserzionisti. Le persone sono così incentivate ad utilizzare questo servizio piuttosto che altri per la ricerca di prodotti che hanno intenzione di acquistare. 

La guerra tra Microsoft e Google continua. Come ho già detto in post precedenti, un po’di concorrenza non può che fare bene al mercato.

fonte motoricerca

Google Health: il nostro profilo clinico on-line… vi piacerebbe?

Proprio l’altro giorno vi parlavo di quanto possa essere pericoloso che un’azienda come Google detenga una mole di informazioni infinita sul mondo e su tutti noi e di come spesso siamo noi stessi che ingenuamente gliele forniamo (io compresa).

Oggi leggo la seguente notizia:

Il tanto atteso Google Health è stato finalmente rilasciato, in versione beta, nel corso del Google Factory Tour of Search.

Con Google Health gli utenti potranno:

  • creare un proprio profilo contenente le varie informazioni sanitarie personali, come le cure mediche effettuate e le patologie che si sono verificate nel corso degli anni;
  • importare le proprie cartelle cliniche dagli ospedali (negli Stati Uniti) che utilizzano le API di Google;
  • consultare fonti informative relative alle varie patologie e problematiche mediche;
  • cercare un medico con Google Local Search;
  • utilizzare altri servizi medici online che si integrano a Google Health condividendo le informazioni in maniera sicura.

Naturalmente poi si precisa che:

Tutte le connessioni al servizio di Google sono protette dal protocollo SSL e la policy sulla privacy di Google Health prevede espressamente che:

“You control who can access your personal health information. By default, you are the only user who can view and edit your information. If you choose to, you can share your information with others.”

In pratica è l’utente a dover decidere con chi condividere le proprie informazioni dato che, di default, lui è l’unico che ha il permesso di visualizzarle e modificarle.

Per adesso il servizio è disponibile solo per gli utenti che risiedono negli Stati Uniti.

Mettetevi un attimo nei panni di Google e pensate ad un nuovo servizio da offrire ai vostri clienti. Come fa a venirvi in mente Google Health? Forse perchè sono gli unici dati cui Google non ha ancora libero accesso? Non lo so, forse sono troppo maliziosa ma queste sono le prime cose che di getto mi sono venute in mente appena ho letto di questo nuovo servizio.

Magari di positivo avrà la possibilità di mettere in relazione persone che soffrono della stessa malattia e che quindi possono aiutarsi dandosi consigli, oppure potrebbe essere un valida alternativa per gestire e tenere ordinate tutte le proprie informazioni cliniche.

Io, come avrete ben capito sono sempre molto restia dal mettere in piazza più di quanto non sia necessario e quindi penso che, se anche ne avessi la possibilità, non mi affiderei a questo servizio.

Come è accaduto per tutti i servizi Google sono però convinta che tante persone lo utilizzeranno.

fonte motoricerca

Google spadroneggia sulla Rete… stiamo attenti!

Secondo Henry Blodget l’attuale monopolio di Google è ancora più redditizio e pericoloso dell’altro famoso monopolio, ovvero Microsoft Windows. Google rappresenta quasi il 70% di tutte le ricerche negli Stati Uniti. Il resto dei portali, compresi Yahoo e MSN, non raggiungono che misere percentuali, relativamente il 20% e il 6%. E questi numeri sono in continuo calo, soprattutto per quanto riguarda MSN Search.

Eppure, fino ad oggi, Google si è limitato ad imporre il suo potere. Ma Google rappresenta comunque una minaccia in virtù della sua estrema mobilità, nel senso che si muove molto velocemente nei vari settori dei mercati. I concorrenti stanno a vedere. Quelli rimasti sono proprio Microsoft e Yahoo. Ma, visto come è andata a finire la vicenda Microhoo, non sembrano esserci alternative a breve termine.

E’ un pericolo che una sola società controlli tutta la linfa vitale dell’Internet di adesso?

Non sono un’intenditrice ma direi proprio di si. Google è un’azienda, ha fini di lucro ed è in possesso di un’enorme mole di informazioni non solo sul mondo ma su tutti noi. Informazioni che noi stessi gli forniamo senza pensarci troppo.

Come potrà utilizzarle in futuro non ci è dato saperlo! Per adesso non si sono verificati problemi ma bisognerebbe che le autorità che si occupano di mantenere la concorrenza ed evitare oligopoli o ancor peggio monopoli facessero qualcosa per la tutela di noi tutti.

fonte downloadblog

Guess the Google, trova la keyword!

un gioco con le keywordSe normalmente siamo abituati a rapportarci con Google digitando una keyword e aspettando che quest’ultimo ci mostri i risultati, in Guess the Goolge le cose cambiano.

E’ Google a decidere quali immagini presentarci e poi noi a capire quale keyword le accomuna.

E’ divertente! Io nel giocarci ho riscontrato qualche problemino con l’inglese quindi non ho raggiunto un gran punteggio ma sono sicura che a voi andrà meglio. Buon divertimento!

Concretizzazione di un’utopia: Google Book Search

Oggi voglio parlarvi di Google Book Search, un progetto che insegue l’utopia di rendere disponibile al pubblico l’intera memoria dell’umanità contenuta nei libri di tutto il mondo.

Google ha sottoscritto un accordo per la digitalizzazione di circa 15 milioni di libri. A questi vanno aggiunti i testi messi a disposizione volontariamente dai singoli editori.

I libri verranno digitalizzati attraverso scanner che utilizzano un programma di OCR (Optical Character Recognition),  in modo da non essere letti solo come immagini ma da poter poi su di essi effettuare ricerche di ogni genere.

Su questo grande database sarà infatti possibile effettuare ricerche per parole chiave quindi trovare tutti i libri che trattano un certo argomento. Un grande aiuto per ricercatori e accademici. 

I libri non più coperti da diritto d’autore saranno disponibili integralmente mentre gli altri saranno interamente digitalizzati in modo da poter effettuare le ricerche su tutto il testo, ma poi verranno resi disponibili solo per la parte interessata.

Di progetti come questo ne stanno nascendo tantissimi in tutto il mondo e anche in Italia ma nessuno può eguagliare Google Book Search in termini di quantità.

Questo, come anche i tanti altri progetti che rendono disponibili libri on-line, potrebbero portare problemi per quel che riguarda il diritto d’autore, ad esempio le case editrici no profit e accademiche potrebbero vivere momenti critici.

I vantaggi sono però sicuramente più degli svantaggi, si tratterà di ridefinire settori come quello dell’editoria e della distribuzione che sono comunque destinati a permanere, come anche il libro nella sua accezione tradizionale.

Un’altra osservazione: Google Book Search è proprietà di un’azienda che sempre più attraverso i suoi numerosi servizi sta acquisendo un’infinità di informazioni che poi potrà utilizzare a suo piacimento.

fonte: Antonio Spadaro, Connessioni. Nuove forme della cultura al tempo di internet. Pardes Edizioni