Archive for the 'marketing' Category

Cellulari che fanno scoppiare pop corn, solo una trovata promozionale!

Avete nell’ultimo periodo sentito parlare di quattro cellulari che se fatti suonare contemporaneamente riescono a far scoppiare il mais quindi prepararvi dei caldi pop corn?

Vi siete allora imbattuti in una delle ormai tante campagne virali che impazzano sulla rete. Ecco uno dei video che hanno tanto fatto chiacchierare la Rete.

Questa volta l’azienda promotrice è la Cardo System che nel suo sito, per svelare la bufala, le ha dedicato una pagina: Only in the Movies, making pop corn with a cellphone happens only in the movies. Nel sito si legge che più di 14 milioni di persone hanno visto i loro piccoli video a partire dal 28 Maggio e il filmato che affianca la scritta questa volta fa scoppiare pop-corn dal niente, come per svelare il trucco. Naturalmente poi l’azienda sostiene: no popcorn, più suono e finisce col reclamizzare i suoi prodotti.

Un modo come un altro di far parlare di sè. Naturalmente non è solo questo che ha permesso alla campagna di divulgarsi: alcuni utenti hanno creato contro-video di presa in giro come banane che fanno scoppiare i pop corn o cellulari che cuociono pop corn al loro interno, altri si sono sentiti di dover provare per credere generando quindi contro-video di smascheramento. Senza contare poi tutti i blog che, prima e dopo la rivelazione della bufala, ne hanno parlato.

Come sottolinea Paolo Attivissimo, l’alta percentuale di persone che hanno creduto al video o che hanno sentito il bisogno di verificarne la credibilità, ha inoltre messo in luce la nostra incompetenza tecnologica e, aggiungo io, la nostra ingenuità di fronte ai contenuti che ci vengono offerti. Nonostante sappiamo benissimo che la tecnologia permette oggi di simulare in maniera altamente realistica fenomeni impossibili in natura e nonostante l’abitudine a scontrarci sul web con quesrti contenuti bufala, sono sempre tante le persone a cascarci.

Forse col tempo, viste le possibilità e le fregature offerteci dalla rete, impareremo ad affrontare in maniera più critica i contenuti che ci vengono proposti.

fonte Il Disinformatico

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La donna perfetta ve la offre Philips

Il 26 maggio 2008 la società giapponese AI Robotics ha annunciato al mondo intero l’imminente commercializzazione di massa del nuovo ritovato robotico: la donna perfetta.

Ecco il video di promozione con cui è stato inizialmente lanciato il prodotto.

I suoi inventori il 12 Giugno, Etienne Fresse e Yoichi Yamato, in occasione dell’evento per il lancio di Lisa, hanno sottolineato che non si tratta di una donna-robot ma di una vera e propria donna perfetta.

Il 13 Giugno è stato poi lanciato il negozio on-line per la vendita di Lisa. Prima di entrare nel sito all’utente viene chiesto di decidere il colore dei capelli e degli occhi della loro donna perfetta, oltre che di lasciare nome ed indirizzo e-mail. 

E poi eccola lì la tua Lisa, davanti a te, che ti parla ed inizia ad intrattenerti con un ballo “provocante”. Nello strapparsi la camicetta capita però che Lisa rompa un filo elettrico e cada a terra seguita da tutta la struttura architettatale intorno.

E’ allora che esce la scritta: “la donna perfetta esiste già, vuoi sapere come sedurla?” e finalmente scopriamo che dietro tutto questo c’è la promozione dei prodotti Philips e Nivea for Man.

Una campagna virale alquanto perfetta, proprio come la donna che Philips “vi offre” 😉

Il download day di Firefox 3 è arrivato!

Finalmente il Download Day, dopo tanto parlarne è arrivato:

Scaricate Firefox 3 entro le 17:00 UTC del 18 Giugno 2008 che equivalgono alle 19.00 di Roma, Parigi, Madrid, Berlino e Varsavia, alle 10.00 di Mountain View, alle 13.00 di Toronto, alle 14.00 di Rio de Janeiro, alle 21.00 di Mosca, all’1.00 del 19 Giugno 2008 di Pechino e alle 2.00 di Tokyo.

Io corro a scaricarlo… e che Guinnes dei Primati sia!

Accusato di diffamazione per un post, richiesti 400.000 euri di danno…

Leggete il post di Sergio Sarnari e la narrazione della sua disavventura vissuta con la ditta Mosaico Arredamenti. Cosa ne pensate?

I problemi sono stati sicuramente tanti e Sergio ha deciso di pubblicare la sua esperienza negativa onde evitare ad altri consumatori di rimanere delusi come lui. La risposta dell’amministratore dell’azienda è stata:

Scrivo la presente in qualità di amministratore della Mosaico – Sistemi di Arredamento s.r.l. Mi preme preavvertire che ritenendo il presente blog di carattere indiscutibilmente diffamatorio, ho presentato in data 14.05.2008 – per conto della società che rappresento – sia una querela alla Procura della Repubblica di Ancona nei confronti del sig. Sarnari, creatore dello stesso blog, sia un ricorso d’urgenza finalizzato alla richiesta di risarcimento danni nei confronti dello stesso Sig. Sarnari per un importo non inferiore a 400.000,00 euro, con fissazione della prima udienza per il 18.06 p.v.

Se il post aveva causato alla Mosaico Arredamenti un danno d’immagine, questa risposta l’avrà sicuramente sfiguarta!

Il problema andava affrontato in maniera diversa. Sarebbe bastato che l’azienda avesse risposto al post, dimostrandosi così pronta al confronto, ad ammettere i propri errori e ad imparare da essi.

Inoltre, la discussione creatasi nell’arco di poco tempo intorno alla ditta, poteva essere sfruttata da quest’ultima per capire la percezione che di lei ha il mercato e cercare di modificarla laddove non corrispodesse ai suoi desideri. Al dialogo non hanno partecipato solo persone scontente del loro rapporto con Mosaico, sia lavorativo che clientelare, quindi per la ditta non sarebbe stato poi così difficile rimediare al danno subito e magari guadagnarci anche. 

Ora il torto è invece tutto suo: chiedere a un blogger 400.000 euro per diffamazione (e comunque le cose raccontate sono reali…) è un’esagerazione che porta tutta la blogosfera a tifare per Sergio e per il 2.0.

La tanto acclamata libertà della Rete subirebbe un grave colpo se Sergio perdesse!

Firefox per tutti, tutti per Firefox!

Download Day 2008Aiutateci a stabilire un Guinness dei Primati. Godetevi una fantastica esperienza sul web. Tutto ciò che dovete fare è scaricare Firefox 3 durante il Download Day, è semplicissimo! Non vi chiediamo niente di trascendentale, come inghiottire una spada o mettere in equilibrio 30 cucchiai sulla faccia, anche se sarebbe un bel record.

Questo si legge sul sito di Firefox. L’obiettivo è di raggiungere il maggior numero di scaricamenti di un software nell’arco di 24 ore in occasione dell’uscita della versione 3.0 del browser Firefox.

Se fino ad oggi Firefox è stato dalla parte degli utenti permettondo l’uso gratuito del browser, adesso è lui a chiedere “aiuto” per stabilire questo nuovo record.

Il fatidico Download Day non è ancora stato annunciato ma sarà intorno a metà giugno: ormai ci siamo!

Un’azione di guerriglia marketing ben congenata: fa parlare di sè, di Firefox e fa si che quest’ultimo venga scaricato. Inoltre, il raggiungimento del record o comunque la partecipazione diretta del pubblico unito per un fine comune, permetterà all’internauta di vivere un’esperienza fantastica sul web… quindi di insturare col prodotto/servizio uno stretto legame.

Ce l’ho solo io!

Ormai tutti i testi di marketing e comunicazione parlano di necessità dell’azienda di rapportarsi alla pari col cliente, di vederlo come un collaboratore e non semplicemente come un acquirente. Un consum-attore che sempre più entra nei processi di creazione del prodotto. Un cliente sempre più esigente, che richiede prodotti personalizzati.

Uno dei settori che meglio sta recependo questi segnali del mercato è quello automobilistico. Il prodotto auto sicuramente si adatta bene a questo genere di operazioni di marketing dato il legame affettivo che solitamente unisce l’uomo alla sua macchina. Più è unica, più è solo sua.

Ecco alcuni esempi.

Volvo crea un sito dedicato alla personalizzazione della Volvo C30. Potrai scegliere tra diversi pattern per la carrozzeria, colori per gli interni e decidere anche la tonalità del tuo pannello di controllo. 13.314 sono le possibili combinazioni che ti permetteranno di ottenere una macchina unica. Per adesso il servizio è disponibile solo in Svezia ma a settembre sarà già accessbile anche in Francia e probabilmente si espanderà poi in tutti gli altri Paesi. Guardate la campagna pubblicitaria:

 

Anche Mini, o meglio la BMW, vi permette attraverso il suo sito di personalizzare la vostra “piccola”.

Devo dire che ho testato entrambi i siti e le possibilità offerte da Mini sono meno fantasiose di quelle della Volvo non essendoci la possibilità dei pattrern ma solo dei colori metallizzati e soprattutto se personalizzare la vostra auto nel sito della Volvo è un gioco e vi diverte, l’impostazione del sito della Mini rimane più seriosa. Provare per credere!

Ultima segnalazione è per l’italianissima Fiat 500. Il sito parla di:

8 diversi stickers di carrozzeria, 10 differenti tipi di badge per personalizzare le fasce paracolpi, 2 coppe ruota, 7 diversi tipi di cerchi in lega, 3 diversi kit di cover per le chiavi, le calotte degli specchi cromate e il diffusore di fragranze.
E ancora: tanti accessori e dettgli sportivi, eleganti, simpatici e funzionali per poter disporre di oltre 500.000 possibilità di personalizzare la propria 500 trasformandola così in una vettura unica, firmata da te.

C’è una 500 per ogni modo di essere.

Se il passaggio negli ultimi anni a macchine dai colori azzurro, verde, viola ha in parte colorato le nostre grigie città, abituate a sole macchine nere, blu, bianche o al massimo rosse, chissà l’impatto visivo che le nuove macchine personalizzate provocheranno.

Gli italiani non sono felici!

 “Gli italiani non sono felici”. Ad affermarlo, sembrerà paradossale, è il parco di divertimento Aquafan nella sua  nuova campagna pubblicitaria. Pier Pierucci, responsabile della comunicazione e creatività del parco, spiega così la sua scelta:

Il marketing spesso induce ad utilizzare la provocazione di messaggi forti al fine di ottenere risultati di visibilità. In 22 anni di attività, Aquafan non ha mai intrapreso questa strada.

Nella sua comunicazione, Aquafan trasmette positività, solarità e a volte ironia (nonché autoironia). La campagna “Gli italiani non sono felici” rappresenta quindi un’eccezione e, anche se nasce da un ufficio marketing (quello interno di Aquafan), crediamo contenga qualcosa in più di una fredda strategia. 

Crediamo che il ruolo di un territorio come il nostro e di una struttura come Aquafan sia particolarmente importante: far stare bene le persone, contribuire a renderle felici, non è cosa da poco. Ma avvertiamo una necessità: probabilmente, oggi più che mai, per fare al meglio il nostro lavoro occorre acquisire la consapevolezza dello scenario in cui si opera… e lo scenario ci mostra che il pubblico a cui ci rivolgiamo si sente sempre meno felice. […]

Questa è la nostra responsabilità: non deludere le aspettative verso chi riversa su di noi l’opportunità di trovare benessere. E così, attraverso l’immagine positiva che Aquafan sa emanare, abbiamo sentito il bisogno di urlare che “Gli italiani non sono felici”, con il fine di affermare che noi faremo la nostra parte.

La visibilità la campagna la sta ottenendo eccome e il passaparola sta prendendo piede. Guardate il video e capirete il perchè.

Io sono rimasta attonita a guardare lo schermo del computer. Quando poi si è girata la bambina e ho visto che anche lei indossava la maschera mi sono venuti i brividi. Inoltre, è direi quasi perfetto il contrasto che si viene a creare tra la musica di sottofondo, pacata e gradevole, e le immaggini agghiaccianti che scorrono sotto i nostri occhi. Mi ha ricordato un po’ Arancia Meccanica.

Sicuramente un’esagerazione della realtà, come quasi sempre accade in ambito pubblicitario (iperealismo), ma che trova le sue fondamenta in un clima che effettivamente avvolge l’Italia.

Altra cosa che mi piacerebbe sottolineare: se tutti continuiamo a dire che siamo infelici e che non crediamo nel futuro questo non potrà di certo portare altro che ulteriore pessimismo, anche a livello economico. Dovremmo quindi iniziare a pensare, e possibilmente esaltare, i nostri pregi e quelli della nostra bella Italia. Non siete d’accordo con me?

fonte parksmania